In breve
- Il fondo di emergenza sono i soldi per gli imprevisti: una spesa che non avevi previsto, qualche mese senza stipendio, un cliente che non paga.
- Una regola pratica: da 3 a 6 mesi di spese essenziali, di più se le entrate sono incerte. Con 1.400 € al mese e un contratto a termine fanno 8.400 €.
- Si tiene dove puoi prenderlo in pochi giorni e senza perdite: non è un investimento, è quello che ti permette di non toccare gli investimenti.
A cosa serve
Serve a non fare debiti, e a non vendere investimenti nel momento sbagliato, quando arriva una spesa che non avevi messo in conto: la caldaia, il dentista, l’auto, qualche mese senza entrate.
Non è il salvadanaio delle vacanze né quello per cambiare l’auto: quelli sono obiettivi, e si pianificano a parte. Il fondo è la rete sotto a tutto il resto.
Quanto: i mesi giusti per te
Si parte dalle spese essenziali di un mese: affitto o rata del mutuo, bollette, spesa per mangiare, trasporti, rate già in corso, assicurazioni. Restano fuori le cose che puoi sospendere, come cene fuori e abbonamenti.
Poi si moltiplicano per i mesi di scorta. Non c’è una legge. Sul portale di educazione finanziaria della Banca d’Italia il consiglio minimo è avere da parte almeno le spese di un mese, in un fondo facile da raggiungere e da usare solo per gli imprevisti veri. I mesi in più sono prudenza, e il calcolo usa questa regola:
- 3 mesi con un contratto a tempo indeterminato;
- 6 mesi con un contratto a termine;
- 9 mesi con la partita IVA, perché le entrate cambiano da un mese all’altro e tasse e contributi arrivano a date fisse;
- 2 mesi in più se in casa entra un solo reddito.
L’esempio: 8.400 € in 43 mesi
Spese essenziali di 1.400 € al mese e un contratto a termine: 6 mesi, obiettivo 8.400 €. Hai già 2.000 € da parte, ne mancano 6.400. Mettendo via 150 € al mese ci vogliono 43 mesi: partendo a settembre 2026, ci arrivi ad aprile 2030. Con un contratto a tempo indeterminato l’obiettivo sarebbe 4.200 €, e ci arriveresti in 15 mesi.
Sembra tanto, ma il fondo comincia a lavorare subito: dopo pochi mesi il primo imprevisto piccolo è già coperto. E ogni entrata in più che metti da parte accorcia la strada.
Come arrivarci senza stravolgere il mese
- Conta le spese essenziali sugli estratti conto degli ultimi tre mesi, non a memoria: a memoria si sbaglia quasi sempre per difetto.
- Scegli una cifra che regge anche nei mesi pesanti e falla partire da sola, con un bonifico periodico il giorno dopo lo stipendio.
- Aggiungi una parte delle entrate straordinarie: tredicesima, rimborso del 730, premi.
- Quando arrivi all’obiettivo, fermati: da lì in poi i risparmi vanno agli altri progetti.
Dove tenerlo
Tre cose contano: i soldi devono essere disponibili in pochi giorni, non devono poter perdere valore e devono costare poco. Per questo di solito si tengono su un conto corrente o su un conto deposito che puoi svincolare quando vuoi.
- Conto corrente: i soldi sono sempre lì. Se la giacenza media dell’anno supera 5.000 €, paghi 34,20 € di imposta di bollo, come persona fisica.
- Conto deposito: di solito rende qualcosa in più. Quello libero lo svincoli quando vuoi; quello vincolato blocca i soldi da un mese a qualche anno, e se ritiri prima di solito perdi gli interessi maturati. Se è un contratto separato dal conto corrente, il bollo di solito è lo 0,2% l’anno della somma; sugli interessi paghi il 26%.
- In tutti e due i casi i depositi sono garantiti fino a 100.000 € per persona e per banca, e se la banca va in crisi il rimborso arriva entro 7 giorni lavorativi.
- Non in azioni, fondi o altri investimenti che possono scendere proprio quando ti servono i soldi.
Quando è pronto
Il fondo si tiene: lo ricontrolli una volta l’anno, perché con l’inflazione le spese salgono, e ad agosto 2026 i prezzi erano più alti del 3,3% rispetto a un anno prima. Dopo averlo usato lo ricostruisci, con la stessa cifra al mese. Tenerlo separato dal conto di tutti i giorni aiuta a non spenderlo senza accorgertene.
Quello che metti da parte oltre il fondo è un’altra storia: lì conta l’interesse composto, e può entrare in gioco un piano di accumulo.
La checklistFondo di emergenza, passo per passoFonti
- Banca d’Italia, L’economia per tutti — La pianificazione
- Banca d’Italia, L’economia per tutti — Risparmiare e pianificare: la prevenzione per gli eventi inattesi
- Banca d’Italia, L’economia per tutti — Il conto di deposito
- Banca d’Italia, L’economia per tutti — Il Fondo interbancario di tutela dei depositi
- Banca d’Italia — Il conto corrente in parole semplici
- Imposta di bollo su conti e prodotti finanziari — d.P.R. 642/1972, tariffa, art. 13 (Normattiva)
- Agenzia delle Entrate — circolare 15/E del 10/5/2013: bollo sul conto corrente e sul conto deposito
- Tassazione degli interessi al 26% — d.l. 66/2014, art. 3 (Normattiva)
- ISTAT — Prezzi al consumo, agosto 2026
Testo controllato il 30 settembre 2026