Aprire la partita IVA, passo per passo
Dalla scelta del codice ATECO alla prima fattura elettronica: le cose da fare in ordine, da professionista o da ditta individuale.
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Il tuo browser non permette di ricordare le spunte: la lista funziona, ma dopo si azzera.
Tolgo tutte le spunte?
Prima di aprire: le scelte
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Il codice decide anche la gestione INPS e, nel forfettario, il coefficiente con cui si calcolano le tasse.
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Se sì, i contributi vanno alla cassa; se no, di solito alla Gestione separata INPS.
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Ricavi fino a 85.000 € l’anno, spese per dipendenti fino a 20.000 €, niente redditi da lavoro dipendente sopra i 35.000 € l’anno prima (soglia 2026).
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Serve un’attività nuova davvero: nessuna attività nei 3 anni prima, e non la prosecuzione del lavoro da dipendente.
Aprire la partita IVA
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È gratis: online, tramite un intermediario o in un ufficio dell’Agenzia su appuntamento.
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Va fatta entro 30 giorni dall’inizio. Un solo invio vale anche per Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL.
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Arriva da lì allo sportello unico per le attività produttive (SUAP) del tuo Comune.
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È obbligatoria per le imprese e per chi è iscritto a un albo; per gli altri professionisti è facoltativa, ma utile.
I contributi
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Si chiede all’INPS appena ricevi l’iscrizione. Paghi meno contributi, e quindi maturi meno per la pensione.
Fatture e pagamenti
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Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria anche per tutti i forfettari.
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Così le fatture dei fornitori ti arrivano sempre nello stesso posto.
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«Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190/2014».
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Sulle fatture elettroniche lo calcola l’Agenzia ogni trimestre: lo paghi con l’F24 o con addebito sul conto.
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Non sempre è obbligatorio, ma tiene separati i tuoi soldi da quelli del lavoro.
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È obbligatorio anche per i professionisti: se rifiuti un pagamento elettronico, la multa è di 30 € più il 4% dell’importo.
Le scadenze del primo anno
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Si pagano anche il primo anno: di solito a metà maggio, il 20 agosto, a metà novembre e a metà febbraio.
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Il primo anno non versi acconti: l’anno dopo il saldo e il primo acconto arrivano insieme.
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Se il 31 ottobre cade di sabato o di domenica, si va al primo giorno lavorativo dopo.
Prima fattura
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Da sapere
- Il forfettario è il regime più semplice, non per forza il più conveniente: se hai molte spese, con l’ordinario potresti pagare meno. Fai i conti prima di scegliere.
- Il forfettario non si può usare se lavori soprattutto per il tuo datore di lavoro attuale o per quello dei due anni prima (o per chi è collegato a loro).
- La soglia di 35.000 € di reddito da dipendente vale per il 2025 e il 2026; salvo proroghe, dal 2027 torna a 30.000 €. Soglie e regole cambiano spesso con la legge di bilancio: questa lista è aggiornata al 30 settembre 2026.
Domande frequenti
Quanto costa aprire la partita IVA?
Il modello AA9/12 è gratis. Artigiani e commercianti pagano anche i diritti della Camera di commercio; poi ci sono la PEC e, se lo scegli, il commercialista.
Posso aprirla se ho già un lavoro da dipendente?
Sì, se il tuo contratto non lo vieta. Per il forfettario conta il reddito da dipendente dell’anno prima: sopra i 35.000 € non puoi usarlo, a meno che quel rapporto di lavoro sia finito nell’anno prima.
Entro quando va aperta?
Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, e comunque prima della prima fattura: senza partita IVA non puoi fatturare.
Il passo dopo
Non sono un commercialista né un consulente: questa è una stima a scopo informativo. Per decidere, affidati a un professionista.
- Il calcoloTasse del forfettario
- La guida, in pochi minutiForfettario: quanto paghi davvero
- Il percorsoPartita IVA
Fonti
- Agenzia delle Entrate — Modello AA9/12: quando si usa
- Agenzia delle Entrate — Regime forfetario: le regole
- Agenzia delle Entrate — Guida alla fattura elettronica (dicembre 2025)
- Agenzia delle Entrate — Imposta di bollo sulle fatture elettroniche
- ISTAT — Classificazione ATECO 2025
- INPS — Iscrizione alla Gestione separata dei liberi professionisti
- INPS — Circolare 14/2026: contributi di artigiani e commercianti
- Registro delle imprese — Comunicazione unica
- Pagamenti elettronici obbligatori: dl 179/2012, art. 15 (Normattiva)
Per regime, contributi e scadenze, prima di aprire fatti seguire da un commercialista o da un CAF.