Tasse del forfettario 2026
Imposta, contributi e quanto ti resta al mese con la partita IVA forfettaria. E quanto mettere da parte da ogni fattura.
Ti restano al mese
1.775 €
metti da parte il 29% di ogni fattura
- 21.305 € l’anno
- Contributi 6.100 €
- Imposta 2.595 €
Con 30.000 € incassati e il coefficiente del 78% ti restano circa 1.775 € al mese: in un anno paghi 6.100,38 € di contributi e 2.594,94 € di imposta sostitutiva al 15%.
Su 100 € incassati te ne restano 71; gli altri 29 vanno in contributi e imposta.
Dove vanno gli incassi
- Ti restano21.305 €71%
- Contributi6.100 €20%
- Imposta2.595 €9%
Non sono un commercialista né un consulente: questa è una stima a scopo informativo. Per decidere, affidati a un professionista.
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| Incassi dell’annoreddito: incassi per 78% = 23.400,00 € | 30.000,00 € | |
|---|---|---|
| − | Contributi INPS, gestione separata (26,07% del reddito di 23.400 €) | 6.100,38 € |
| − | Imposta sostitutiva (15% di 17.299,62 €)si calcola sul reddito meno i contributi | 2.594,94 € |
| = | Ti resta nell’anno | 21.304,68 € |
| : | Al mese (12 mesi) | 1.775,39 € |
Come si calcola
- Il reddito si calcola a forfait: gli incassi dell’anno per il coefficiente della tua attività (78% per le professioni, 40% per il commercio…). Le spese vere non si scalano: le conta già, in media, il coefficiente.
- Sul reddito paghi i contributi: in gestione separata il 26,07%; artigiani e commercianti un contributo fisso fino a 18.808 € di reddito, più il 24% (24,48% per i commercianti) sulla parte in più; con una cassa professionale, la sua percentuale.
- Dal reddito togli i contributi versati: sul resto paghi l’imposta sostitutiva, il 15% (il 5% per i primi 5 anni, se hai i requisiti). Prende il posto di IRPEF, addizionali e IRAP.
- Quello che resta degli incassi, diviso 12, è il tuo netto medio al mese. Contributi più imposta, divisi per gli incassi, danno la parte da mettere da parte di ogni fattura.
L’esempio svolto
Professionista in gestione separata con 30.000 € incassati: reddito 30.000 × 78% = 23.400 €. Contributi 23.400 × 26,07% = 6.100,38 €. Imponibile 17.299,62 €, imposta al 15% = 2.594,94 €. Restano 21.304,68 € l’anno, 1.775,39 € al mese: 71 € ogni 100 incassati, e il 29% va messo da parte. Un commerciante con 30.000 € incassati e coefficiente del 40% ha 12.000 € di reddito, sotto il minimale: paga i contributi fissi, 4.611,64 € (3.000,17 € con la riduzione del 35%).
Fonti
- Legge 190/2014, commi 54-89 (il regime forfettario), testo in vigore — Normattiva
- Agenzia delle Entrate — istruzioni Redditi PF 2026, fascicolo 3 (quadro LM)
- INPS — circolare n. 8 del 3/2/2026 (gestione separata: 26,07%)
- INPS — circolare n. 14 del 9/2/2026 (artigiani e commercianti, riduzione del 35%)
- Legge 207/2024, comma 12 (35.000 € di lavoro dipendente nel 2025 e nel 2026) — Normattiva
- ISTAT — raccordo fra i codici ATECO 2025 e quelli precedenti (aggiornamento del 15/7/2026)
Numeri controllati il 29 settembre 2026
Da sapere
- È una stima «a regime», come se ogni anno pagassi i contributi dell’anno stesso. In realtà si deducono i contributi versati nell’anno, e il primo anno i conti sono diversi.
- Non conta le date: tra saldo e acconti, soprattutto il secondo anno, i soldi escono in momenti diversi da quelli in cui incassi. Per questo aiuta mettere da parte una percentuale di ogni fattura.
- In gestione separata usa il 26,07%. Se sei già pensionato o hai un’altra previdenza obbligatoria l’aliquota è il 24%, e paghi meno di così.
- Con la riduzione del 35% per i commercianti non è scritto in modo esplicito se si riduce anche lo 0,48% dell’indennizzo di chiusura: qui lo riduciamo. Se non fosse così, i contributi fissi salirebbero di circa 32 € l’anno.
- Non considera altre riduzioni dei contributi, come quella per chi ha più di 65 anni ed è già pensionato INPS, né i minimi fissi delle casse professionali.
Domande frequenti
Quanto si paga di tasse con il forfettario?
Dipende dal coefficiente e dai contributi. Un professionista in gestione separata che incassa 30.000 € (coefficiente 78%) paga 6.100,38 € di contributi e 2.594,94 € di imposta al 15%: gli restano circa 1.775 € al mese, 71 € ogni 100 incassati. Con l’imposta al 5% dei primi anni, circa 1.920 € al mese.
Posso stare nel forfettario se ho anche un lavoro da dipendente?
Sì, se l’anno prima i redditi da lavoro dipendente o da pensione non hanno superato 35.000 €: è il limite per il 2025 e il 2026, e dal 2027 torna a 30.000 €, salvo proroga. Il limite non conta se quel rapporto di lavoro è finito.
Cosa succede se supero 85.000 €?
Se incassi più di 85.000 € resti nel forfettario fino alla fine dell’anno e dall’anno dopo passi al regime ordinario. Se superi 100.000 € esci subito: l’IVA si applica già dall’operazione che fa superare la soglia.
Con il forfettario si mette l’IVA in fattura?
No: niente IVA in fattura e niente versamenti IVA, salvo casi particolari come alcune operazioni con l’estero. In cambio non recuperi l’IVA che paghi sugli acquisti.
Perché il secondo anno si paga di più?
Per gli acconti. Dal secondo anno, oltre al saldo dell’anno prima, paghi un acconto sull’anno in corso pari all’imposta dell’anno prima, in due rate (giugno e novembre). Il primo anno non dovrebbero esserci acconti, perché un’imposta dell’anno prima non c’è: è la conseguenza della regola, ma nessun testo ufficiale lo scrive con queste parole.
Qual è il mio coefficiente?
Dipende dal codice ATECO della tua attività: 78% per le professioni, 40% per il commercio e per bar, ristoranti e alloggi, 86% per costruzioni e attività immobiliari, 67% per le altre attività. Con i codici ATECO 2025 si usa il coefficiente del codice ATECO 2007 corrispondente; la tabella di raccordo è dell’ISTAT.
Il passo dopo
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