In breve
- Un micro-imprenditore paga una percentuale del suo fatturato: 12,3% sulla vendita, 21,2% sui servizi, 25,6% per le libere professioni non regolamentate, 23,2% alla Cipav, più lo 0,1-0,3% di formazione.
- Le spese non si deducono: con 2.500 € al mese in libera professione e 150 € di spese restano 1.705 € prima dell’imposta.
- L’Acre riduce del 25% i contributi dei primi mesi per chi ne ha diritto, il versamento liberatorio fissa l’imposta all’1-2,2% del fatturato, e vanno tenute d’occhio due soglie: quella del regime micro e quella dell’IVA.
Una percentuale, non un forfait
Il micro-imprenditore non paga contributi fissi: ogni mese o ogni trimestre applica una percentuale al fatturato incassato, secondo la natura della sua attività. Nel 2026: 12,3% per la vendita di merci, 21,2% per le prestazioni di servizi commerciali e artigianali, 25,6% per le libere professioni non regolamentate e 23,2% per quelle della Cipav.
Questa aliquota comprende tutti i contributi e la CSG-CRDS: malattia-maternità, indennità giornaliere, invalidità-decesso, pensione di base e complementare, assegni familiari. Si aggiunge un contributo alla formazione professionale dello 0,1% per i commercianti, dello 0,3% per gli artigiani e dello 0,2% per i liberi professionisti. Senza fatturato non c’è nulla da pagare.
Il calcoloFrancia: calcolo dei contributi del micro-imprenditoreL’esempio: 2.500 € al mese
Una grafica incassa 2.500 € al mese, in libera professione non regolamentata. Versa 640 € di contributi (25,6%) e 5 € di formazione (0,2%). Le sue spese, 150 € di programmi e attrezzatura, non si deducono dal fatturato: le restano 2.500 − 640 − 5 − 150 = 1.705 € prima dell’imposta, cioè il 68,2% di ciò che incassa.
Due modi di pagare l’imposta
Con il versamento liberatorio (versement libératoire), l’imposta è una percentuale del fatturato: 1% sulla vendita, 1,7% sui servizi, 2,2% sulle libere professioni. Per la grafica, 55 € al mese. Senza, il fatturato perde prima un abbattimento forfettario del 71%, 50% o 34%; ciò che resta si somma agli altri suoi redditi e segue la scala. Qui la base è di 1.650 € al mese: allo scaglione dell’11% farebbero 181,50 € al mese.
Il versamento liberatorio costa meno non appena lo scaglione supera circa il 3,3% in libera professione, quindi dall’11%; se il nucleo non è imponibile, il regime classico non costa nulla. Inoltre il reddito fiscale di riferimento di due anni prima deve restare sotto un tetto (29.579 € per una persona sola) e va chiesto all’Urssaf.
L’Acre: una spinta, non per tutti
Per un’attività che comincia dal 1° luglio 2026, l’Acre riduce i contributi del 25%: 9,3% sulla vendita, 15,9% sui servizi, 19,2% sulle libere professioni e 17,4% per la Cipav. Dura fino alla fine del 3º trimestre civile successivo all’inizio, circa 9-12 mesi. Non è più automatica: bisogna soddisfare una condizione, come essere in cerca di lavoro, avere tra 18 e 25 anni o creare in un quartiere prioritario, e chiederla all’Urssaf entro 60 giorni.
Esempio: 2.000 € di vendite al mese pagano 186 € di contributi con l’Acre, invece di 246 € all’aliquota normale del 12,3%: 60 € in meno ogni mese.
Le soglie da tenere d’occhio
Regime micro: se il fatturato supera 203.100 € nella vendita, o 83.600 € nei servizi e nelle libere professioni, due anni di fila, se ne esce dal 1° gennaio successivo. IVA: si fattura senza IVA fino a 85.000 € nella vendita, o 37.500 € nei servizi e nelle libere professioni, con soglie maggiorate di 93.500 € e 41.250 €, e ogni fattura riporta la dicitura «TVA non applicable, art. 293 B du CGI». A 36.000 € all’anno in libera professione si è già al 96% della soglia IVA.
Cosa non è nella percentuale
- Le spese dell’attività: attrezzatura, programmi, spostamenti, assicurazioni.
- Il contributo fondiario delle imprese (CFE), un’imposta locale: esenzione l’anno di creazione, base ridotta della metà l’anno successivo, esenzione se il fatturato dell’anno N-2 non ha superato 5.000 €.
- Le assicurazioni obbligatorie secondo l’attività: responsabilità civile professionale, decennale nell’edilizia.
- Le tutele che il regime non dà: niente indennità di disoccupazione se si smette l’attività, e almeno un anno di iscrizione prima delle indennità giornaliere in caso di malattia.
Fonti
- Service Public Entreprendre — Contributi sociali di un micro-imprenditore: aliquote, dichiarazione, versamento liberatorio (verificata il 1° gennaio 2026) (in francese)
- Bpifrance Création — Il regime sociale del micro-imprenditore: aliquote normali, aliquote ridotte dell’Acre, contributo alla formazione professionale (in francese)
- Service Public — Aiuto alla creazione o rilevazione di un’impresa (Acre) (verificata il 1° luglio 2026) (in francese)
- Service Public Entreprendre — Acre: l’esonero passa dal 50 al 25% dal 1° luglio 2026 (decreto n. 2026-69) (in francese)
- Service Public Entreprendre — Regime fiscale della micro-impresa: abbattimenti, soglie, versamento liberatorio (in francese)
- Service Public Entreprendre — Franchigia IVA: soglie 2026 (in francese)
- Service Public Entreprendre — Contributo fondiario delle imprese (CFE) (in francese)
- Service Public Entreprendre — Formalità di iscrizione di una micro-impresa: gratuite nella maggior parte dei casi (in francese)
Testo controllato il 5 ottobre 2026