In breve
- Il certificato di efficienza energetica assegna all’abitazione una lettera, dalla A alla G, e serve per venderla o affittarla a un nuovo inquilino.
- Vale al massimo 10 anni (5 se la lettera è G), si registra nella tua comunità autonoma e la sua etichetta deve comparire nell’annuncio di vendita o affitto.
- Per migliorare la lettera, parti da ciò che costa poco, chiedi uno studio prima dei lavori costosi e, se punti alla detrazione dell’IRPF, conserva il certificato di prima e quello di dopo.
Cos’è il certificato energetico
Il certificato di efficienza energetica è un documento, rilasciato da un tecnico competente, che assegna a un edificio o a un’abitazione una lettera: dalla A, la più efficiente, alla G, la meno. Comprende l’etichetta di efficienza energetica, una relazione in formato elettronico e raccomandazioni di interventi per migliorare, che possono includere il cambio dell’involucro, il miglioramento degli impianti o la sostituzione delle apparecchiature a combustibili fossili (Regio decreto 390/2021, art. 8).
Il tecnico deve visitare l’abitazione e rilevare i dati. Lo ordina e conserva la documentazione il proprietario, e non serve ordinarne uno nuovo se ne hai già un altro in vigore (art. 6).
Quando serve
Serve in questi casi, con alcune eccezioni, come certi edifici protetti (Regio decreto 390/2021, art. 3). Se hai dubbi sul tuo caso, chiedi a un tecnico o alla tua comunità autonoma:
- Quando si vende un’abitazione o la si affitta a un nuovo inquilino.
- Negli edifici di nuova costruzione.
- Nelle ristrutturazioni che sostituiscono gli impianti termici con un progetto, che interessano più del 25% dell’involucro termico o che ampliano di più del 10% la superficie costruita (se l’ampliamento supera i 50 m²).
Quanto dura e chi lo registra
Il certificato vale al massimo dieci anni, e cinque se la classificazione è G (art. 13). Il proprietario si occupa di rinnovarlo o aggiornarlo secondo le condizioni della sua comunità autonoma, e può aggiornarlo prima se ci sono variazioni importanti nell’abitazione.
Il certificato si presenta, con la sua relazione elettronica, all’organo competente della comunità autonoma, che lo registra e controlla a campione i certificati rilasciati (artt. 6 e 11). Il prezzo non lo fissa il regio decreto: chiedi un preventivo a più di un tecnico.
L’etichetta, nell’annuncio
Chi pubblicizza un’abitazione in vendita o in affitto deve includere l’etichetta di efficienza energetica in ogni offerta, promozione e pubblicità, e deve risultare con chiarezza se è di progetto, di opera terminata o di edificio esistente (art. 15). È uno dei controlli facili quando guardi le abitazioni: se l’annuncio non la riporta, chiedila.
Come migliorare la lettera
- Ciò che costa poco: la temperatura del riscaldamento (l’IDAE raccomanda 21 °C con abiti adeguati, e un grado di differenza vale un risparmio di circa il 7%), termostati e valvole termostatiche (tra l’8 e il 13%) e lampadine LED (oltre l’80% di risparmio).
- Finestre e isolamento: doppi vetri e telai a taglio termico; se è un edificio, la facciata si decide nell’assemblea dei proprietari.
- Riscaldamento e acqua calda: prima di cambiare la caldaia, confronta la spesa con una pompa di calore, con i tuoi prezzi.
- Aiuti: la detrazione dell’IRPF per i lavori di efficienza energetica (20% fino a 5.000 € o 40% fino a 7.500 €, per lavori fino al 31 dicembre 2026) richiede un certificato di prima e uno di dopo i lavori.
Prima di spendere in lavori
Le raccomandazioni del certificato sono un punto di partenza, non un preventivo. Prima dei lavori costosi, chiedi uno studio a un tecnico e confronta più preventivi: così saprai che cosa rende di più nella tua casa e quanto ci metterai a recuperare ciò che spendi. Le amministrazioni legano i loro incentivi al risparmio ottenuto, confrontando il certificato di prima con quello di dopo (art. 14), quindi conviene avere il primo prima di cominciare.
Fonti
- Regio decreto 390/2021, certificazione dell’efficienza energetica degli edifici, articoli 3, 6, 8, 11, 13, 14 e 15 — BOE (in spagnolo)
- IDAE — Raccomandazioni per il risparmio energetico nelle case (in spagnolo)
- Agenzia delle Entrate — Detrazione per lavori di miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni (fino al 31/12/2026) (in spagnolo)
- Agenzia delle Entrate — Lavori che riducono il consumo di energia primaria: certificati di prima e di dopo (in spagnolo)
Testo controllato il 5 ottobre 2026